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Frequently Asked Questions


Il mondo va avanti e fare finta di niente è un errore, non si può rimanere ancorati alle tradizioni, perché queste fanno parte di un mondo che non è quello attuale.
La psicologia deve aprire le sue porte alla nuova era dei computer senza timori, e deve farlo a 360 gradi.
In un mondo dove internet invade il nostro tempo, dove la spesa viene fatta "con un click" dove le trafile burocratiche sono state sostituite dalla sedia del proprio ufficio, gli psicologi non possono rimanere a guardare, non possono rimanere indietro, è giusto quindi che si propongano nuove forme di aiuto al cittadino, anche attraverso la rete.
Del resto ogni cosa può esser ben sfruttata, si pensi al sostegno che così si può dare a quelle persone che non hanno la possibilità di muoversi da casa. 
Ma non solo, le nuove tecnologie hanno fatto sì che lo psicologo abbia più strumenti per poter divulgare il pensiero psicologico avvicinandosi sempre di più al cittadino, proprio nel mondo del cittadino che ormai si regge sul nuovo media che è il web.
Nei miei articoli spesso critico come viene sfruttato il web, ma non critico la potenzialità che esso nasconde, del resto io stessa propongo molti servizi on line tra cui anche sostegno e diagnosi attraverso skype; e vi assicuro che se è vero che il colloquio on line non è la stessa cosa di quello dal vivo, è anche vero l'inverso: cioè dal colloquio on line riescono ad uscire cose che nel colloquio dal vivo non sempre riescono a venir fuori, una di queste è proprio come la persona si comporta dietro la sicurezza dello schermo, quindi è come vedere la persona da un'angolazione nuova, ma che fa sempre parte di lei.
 Ovviamente vi sono sempre delle regole deontologiche da rispettare e questo non può che far sentire più che tutelato l'usufruitore dei servizi on line degli psicologi.

Solitamente chi cambia modo di scrivere nella stessa giornata e addirittura nello stesso scritto, probabilmente è dotata di un carattere non rigido, ma mutevole, e questo solitamente è positivo perché è simbolo di capacità adattiva; ma può essere sentito come negativo quando crea problemi nella capacità di cogliere se stessi o problemi di tipo sociale dovuti alla troppa mutevolezza che crea confusione nelle altre persone.
E' anche vero che la grafia registra gli sbalzi d'umore ed è quindi anche possibile che il motivo per cui si notano cambiamenti nella grafia sia dovuto agli alti e bassi di un umore vacillante.
Ovviamente il motivo per cui si cambi spesso grafia risulta dall'analisi della grafia stessa.
Comunque va notato che là dove ad occhio la grafia sembri cambiare nella sua componente calligrafica, rimane tale nella sua componente strettamente grafologica; ovvero le lettere possono differire, ma l'energia e il modo che si ha di gestirla rimane pressoché invariato nei punti più salienti. Ed è proprio quest'ultmo aspetta che diviene utile nelle perizie grafotecniche.

Spesso le persone credono che dallo psicologo ci vada chi abbia strani problemi, è un errore comune confondere lo psicologo con il "dottore dei matti".
In realtà dallo psicologo vanno le persone che hanno semplicemente bisogno di sosegno, il quale potrebbe essere dovuto ad un periodo difficile che si sta attraversando, quale ua separazione o un lutto. Oppure chi non vive bene con i suoi comportamenti e atteggiamenti quotidiani; chi subisce un misterioso male di vivere; chi ha problemi relazionali. Ma soprattutto dallo psicologo va chi vuole conoscere sé stesso per darsi un occasione di migliorare.

Forse non te ne rendi conto ma la tua lettera è molto matura, in quanto per la maggior parte degli adolescenti e preadolescenti è normale imitare un amico o in compagno che ai loro occhi appaia essere socialmente più apprezzato, questo perché questa è un'età in cui ancora si deve trovare una propria identità ben definita, allora si cerca di sperimentarne di diverse proprio scegliendo tra quelle che sembrerebbero più appetibili.

Non è da escludere che tra queste ci siano proprio quelle più distanti dal mondo interiore dell'individuo in quanto è facile trovare come personalità appetibili quelle più distanti alla propria, del resto tu stessa dici che quando non c'è la tua amica non riesci a muoverti, questo proprio perché il suo modo di fare in realtà non appartiene al tuo e quindi senti di doverla sempre avere come esempio per riuscire a comportarti come lei che adesso è il tipo do personalità che vorresti.

Ti voglio dare però un consiglio, visto che tu hai l'opportunità di osservare questa ragazza mentre cerchi di fare il punto su di una tua personalità, vivitela pur serenamente ma non fare lo sciocco errore, perché sciocca non sei, di fare anche i suoi stessi errori, in quanto tu puoi osservarli e comprenderli, questi non ti appartengono.

E' un po' come quello che accadde tra i fratelli o le sorelle, solitamente il minori cercano di imitare i maggiori e per questo li osservano, ma osservandoli dall'esterno riescono a cogliere meglio gli errori avendo così loro stessi la possibilità di evitarli.

Evidentemente questo suo impulso si può definire socialmente parlando come cleptomania, infatti la cleptomania è definito propri come questo impulso
irrefrenabile che la persona ha di rubare pur rendendosi conto che sia una cosa sbagliata, è un impulso però che non è presente sempre, ma più che altro va è viene.

Tenga però presente che cleptomania è un termine socialmente inventato e può rischiare di diventare una giustificazione. Ovviamente nella lettera lei mi dice ben poco del suo problema e di come questo desiderio si concluda, esso potrebbe essere solo una fantasia che le provoca emozione, come può essere anche un impulso dovuto al bisogno che questi tempi difficili causano, o una necessità indotta dalla moda.

Qualunque sia il motivo che la spinge a fare questi pensieri o a passare direttamente all'azione, sicuramente può trovare giovamento dall'aiuto psicologico.

Carissimo la ringrazio per la sua lettera, ma non posso assolutamente mettermi tra lei e il suo terapeuta, l'unica cosa che posso consigliarle e di continuare a dare fiducia al suo terapeuta, vedrà che i risultati arriveranno, ma se essi non dovessero arrivare di parlarne con lui e di prendere in considerazione l'ipotesi di cambiare percorso o terapeuta.

Ne parli sempre prima con lui però esponga a lui i suoi dubbi, anche per capire che tipo di dottore o terapeuta sarebbe più indicato per il suo modo di essere.

Carissima la tua domanda è un po' strana, forse hai letto qualche libro e vuoi comprendere se hai inteso bene quello che hai letto, o vuoi consiglio per qualcuno, comunque ti posso rispondere che non si può dire così su un sito da una lettera cosa voglia dire esattamente un determinato comportamento essendo questo decontestualizzato. Se vuoi posso spiegarti a livello di manuale a cosa viene attribuito questo sintomo e cosa potrebbe voler dire. Ma ovviamente tutto è a livello generico e teorico, se fosse riferito ad un caso reale, bisognerebbe vedere la persona, sentire di cosa parla, vedere come si muove, come guarda, e tantissime altre cose come ad esempio escludere che non ci siano motivi medici e neurologici, insomma non si può certo fare una diagnosi da un caratteristica singola e ipotizzata. In quanto dovrei anche capire cosa intendi tu quando dici “parlare come una bambina piccola” Insomma alla tua ipotesi posso solo fare un'ipotesi.

Se intendi usare un tono di voce che ricordi quello di una bambina, posso dirti che spesso le donne parlano in questo modo perché vogliono cercare di indurre nelle altre persone moti di tenerezza, è una modalità che si impara da bambine, solitamente con il padre, ma comunque con i genitori in genere, quando per non essere sgridate si è notato che fare la voce infantile e tenera addolciva i genitori. Alcune donne quindi imparano a farlo sempre anche da adulte, così hanno la certezza di poter dire quello che vogliono. Infatti queste donne credono realmente che gli altri rimangano inteneriti da questi atteggiamenti, e quindi siano spiazzati e pronti a servirle. Non si rendono conto che la maggior parte delle volte rischiano di risultare irritanti. Se inoltre si parla di una donna che si avvia verso i 40 anni, la cosa che più mi verrebbe da pensare che sarebbe consigliabile un consulto psicologico, in quanto questo modo di fare solitamente nasconde modalità di comportamento che potrebbero definirsi isteriche, anzi solitamente è proprio considerato uno dei sintomi da manuale dell'isteria. Infatti se una donna parlasse sempre così questo non potrebbe che essere un indice che ci possa essere un problema serio da risolvere.

Effettivamente quando queste donne incominciano ad esagerare in questi comportamenti solitamente indica che ormai si confondano con l'essere veramente delle bambine, cioè lo sono sempre, e questo può dar loro dei problemi in diversi ambiti. Affrontando sempre la vita con il personaggio da bambina, questo si stabilisce in modo rigido nella persona, così che anche in determinate situazioni non si riesca a vivere pienamente come una donna. E purtroppo c'è il rischio che anche la vita sentimentale ne risenta in quanto , come delle bambine queste donne sentono un gran bisogno di farsi notare e di sedurre , ma essendo un corpo di adulta a richiedere attenzioni, una volta che queste siano state ottenute, non sapranno come gestire davvero questo corpo.

Ovviamente io qui ho spiegato una cosa da manuale, non posso fare una diagnosi ad un ipotesi, quello che posso dire è che se qualcuno avesse questo modo di comportarsi e soprattutto se questo comportamento incominciasse a essere concepito come problema potrebbe cercare un aiuto psicologico per risolverlo.

Cara signora, premetto col dirle che in questa lettera non mi dice l'età di suo figlio, immagino che sia un bambino, altrimenti la cosa migliore sarebbe che lei lo chieda a lui non con un senso di critica, ma solo di curiosità e fidandosi della sua risposta, qualunque essa sia, si ricordi che vi sono uomini che amano vestirsi da donna pur non essendo attratti da altri uomini. Che l'uomo si debba vestire in un certo modo e la donna in un altro è un artificio sociale a cui alcune persone non stanno, del resto è comune ed accettato che donne si vestano da uomini senza però indurre il sospetto dell'omosessualità nelle persone che incontrano, quindi potrebbe essere solo lui a dirle quali sono i suoi gusti sessuali se lei è interessata a conoscerli.

Se invece si tratta di un bambino, come penso che sia, la persona di cui stiamo parlando , ovviamente non posso che ripeterle che l'attrazione sessuale è cosa diversa all'immagine che si vuole dare di sé. E' probabile che sua figlio si identifichi molto in lei piuttosto che nel padre, questo può essere dovuto a moltissimi motivi, quali una figura paterna poco presente o una figura materna molto forte che spicca su quella paterna o anche la presenza di sorelle maggiori che portano il bambino a volerle imitare. Non dia la sensazione a suo figlio di pensare che sia una cosa sbagliata, lasci a lui la scelta magari provi solo ad inidirizzarlo dolcemente dove crede che per lui sia più corretto.

Non mi ha detto cosa intende per arrabbiarsi spesso,per esempio intende dire che aggredisce le persone, che volta i tacchi e diventa permaloso, entrambe le cose o altro?
Le risponderò ipotizzando che intenda la prima ipotesi, ovvero che aggredisce gli altri.
vi possono essere in realtà molti motivi per cui lei si arrabbia così spesso, da quelli ambientali come un periodo molto stressante della sua vita o una vita che non sente sua completamente e che quindi non lo soddisfa a pieno; a quelli psicologici quali ad esempio sentire il bisogno di dover proteggere se stesso da gli altri prima che gli altri (ipoteticamente) aggrediscano lei.
Qualsiasi sia il motivo di sottofondo che sta al suo comportamento aggressivo, il quale può essere capito attraverso un attenta auto-analisi o attraverso l'aiuto da un esperto, quello che le posso dire è che probabilmente questo suo modo di reagire è ormai diventato un'abitudine per lei, lei ha ormai imparato a reagire in modo aggressivo senza neanche chiedersi il perché o farci caso o comunque ci fa caso troppo tardi.
Ci sarebbero comunque diverse soluzioni per lei, provi a contattare un esperto.